Mio padre, Elio, suonava la viola al Teatro San Carlo di Napoli e faceva parte del quartetto d’archi Schininà. Mi piaceva molto sentirgli fare ogni giorno gli esercizi con la viola a casa, poi lui portava molto spesso me, mia madre a mia sorella Liliana ad assistere alle opere di musica lirica. Col mio ditino indice dal palchetto degli ospiti del San Carlo ho “diretto” da bambino decine di Tosca, Butterfly, Traviata e Barbiere ma adoravo anche Wagner perché in Sigfrido c’era un bellissimo dragone che mio padre poi dietro le quinte mi faceva toccare. Crescendo ho cominciato a scrivere proprio di musica classica su Il Loggione, Il Roma, Napoli Notte ma poi ho scoperto Peppino Di Capri, Carosone, Paul Anka, I Platters, Beatles e Rolling Stones e ho subito amato il rock. Quando ho cominciato a scrivere di pop e rock internazionale su riviste come BillBoard, Ciao 2001 (bibbia del rock in quegli anni) ma anche su Sorrisi e Canzoni, Tutto, Stereoplay, Monello, Intrepido e Radiocorriere ho anche cominciato a scoprire e produrre artisti che a Napoli tutti consideravano emarginati, sognatori e poco commerciali. Ho conosciuto Roberto De Simone e, riscoprendo e amando la nostra musica popolare ho prodotto lui, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Il Masaniello, Eugenio e Eduardo Bennato, Tony Esposito, Teresa De Sio, Enzo Gragnaniello, Mario Schiano, Lina Sastri, Concetta Barra e tanti altri che raggruppai in un vero e proprio movimento musicale che battezzai Napule’s Power. Di questo movimento facevano parte anche artisti che non producevo ma che sostenevo e promuovevo ugualmente nei miei programmi in radio, in Tv e sui giornali ai quali collaboravo, artisti come Pino Daniele, Napoli Centrale, Osanna, Enzo Avitabile Alan e Jenny Sorrenti. Contemporaneamente facevo programmi in radio e in Tv, scrivevo libri e mi occupavo di musica Contemporanea. Un incontro importante con Giorgio Bisotto, grande amico purtroppo scomparso, mi porta a Venezia dove dirigo Attuale, una rivista di cultura per immagini e musica che spazia nell’avanguardia da tutte le parti, tra suoni e immagini. L’editore è Giorgio Bisotto che mi presenta Donella Del Monaco, che poi sposerà e, al pool di musica popolare, rock napoletano e contemporanea con Luciano Cilio aggiungo Opus Avantra il gruppo di Donella Del Monaco, alla cui fondazione contribuiamo, oltre a Donella sia io che lo produco, che Giorgio che ne diviene assieme a Donella l’ideologo, con Alfredo Tisocco che cura la direzione artistica.

È la prima importante contaminazione musicale della nostra nuova musica degli anni ’70, a cavallo tra Avanguardia e Tradizione: Donella, con Tisocco, Tony Esposito e altri musicisti fa una musica che qualche anno dopo la critica definirà Prog. Ho rincontrato Donella, ho ritrovato Opus Avantra e oggi, come è avvenuto con la NCCP, con Eugenio Bennato, col pianista Alberto Pizzo, produco nuovamente questo gruppo straordinario di Donella Del Monaco, pubblicato e apprezzato in tutto il mondo, certamente il primo ad imporsi grazie a una coraggiosa commistione di generi, la prima grande contaminazione di musica italiana nata agli inizi degli anni ’70.